La Storia del Nucleare: dalle origini scientifiche ai reattori di Terza Generazione Avanzata

La Storia del Nucleare: dalle origini scientifiche ai reattori di Terza Generazione Avanzata

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Quando parliamo di energia nucleare, evochiamo una tecnologia che ha plasmato la geopolitica, la scienza e l’economia dell’ultimo secolo. Per capire lo scenario energetico del 2026, è fondamentale fare un passo indietro e analizzare la cronologia, i nomi e le scoperte che hanno trasformato l’atomo in una fonte di energia di massa.

In Abcontact, come consulenti energetici attenti all’evoluzione tecnologica, crediamo che la consapevolezza parta sempre dalla conoscenza della storia.

L’era della fisica teorica e la prima fissione (1932 – 1939)

La strada verso l’energia nucleare si apre ufficialmente nel 1932, quando il fisico britannico James Chadwick scopre il neutrone, la particella chiave per scindere l’atomo.

La vera svolta pratica avviene a Berlino nel dicembre 1938: i chimici tedeschi Otto Hahn e Fritz Strassmann, insieme alla fisica Lise Meitner, riescono a dimostrare la fissione nucleare dell’Uranio-235. Per la prima volta, l’umanità comprende che la scissione di un nucleo pesante può rilasciare una quantità di energia colossale, regolata dalla celebre equazione di Albert Einstein .

Dal Progetto Manhattan all’energia civile (1942 – 1954)

Durante la Seconda Guerra Mondiale, la ricerca nucleare subisce un’accelerazione drammatica per scopi militari sotto la direzione del Progetto Manhattan. Il 2 dicembre 1942, a Chicago, il fisico italiano Enrico Fermi edifica il Chicago Pile-1, il primo reattore artificiale a catena auto-sostenuta della storia.

Terminato il conflitto, la tecnologia viene convertita ad uso civile.

  • 20 dicembre 1951: Il reattore sperimentale EBR-I in Idaho (USA) produce per la prima volta elettricità per accendere quattro lampadine.
  • 27 giugno 1954: Entra in funzione la centrale di Obninsk, in Unione Sovietica, il primo impianto nucleare commerciale al mondo collegato a una rete elettrica, con una potenza di 5 MW.

L’evoluzione tecnologica: le Generazioni dei reattori

L’ingegneria nucleare si è evoluta attraverso generazioni distinte, ognuna focalizzata su sicurezza ed efficienza:

Generazione I (Anni ’50 – ’60)

I prototipi industriali e i primi reattori commerciali (come Obninsk o Shippingport negli USA). Utilizzavano uranio naturale e grafite o acqua come moderatori.

Generazione II (Anni ’70 – ’80)

La spina dorsale del parco nucleare mondiale odierno (reattori ad acqua pressurizzata PWR e ad acqua bollente BWR). Progettati per la produzione di massa durante le crisi petrolifere degli anni ’70.

Generazione III e III+ (Dagli anni ’90 a oggi)

Reattori moderni (come gli EPR europei o gli AP1000 americani). Introducono la sicurezza passiva: sistemi che intervengono automaticamente per gravità o convezione naturale in caso di blackout elettrico, riducendo drasticamente il fattore di errore umano.

L’Italia e il Nucleare: una storia interrotta

Non tutti ricordano che nei primi anni ’60 l’Italia era il terzo produttore al mondo di energia nucleare dopo USA e Regno Unito, grazie alle centrali di Latina, Garigliano, Trino Vercellese e Caorso.

La storia si è interrotta bruscamente con i due referendum abrogativi:

  • Novembre 1987: All’indomani del disastro di Chernobyl (1986), l’Italia decide la sospensione della produzione.
  • Giugno 2011: Dopo l’incidente di Fukushima, viene bloccato il piano di rientro nel nucleare civile.

Oggi il dibattito è ripartito, focalizzandosi non più sulle grandi centrali del passato, ma sui reattori di Nuova Generazione. Per capire se questa tecnologia convenga davvero oggi, passa alla seconda parte della nostra inchiesta.

Leggi la Parte 2: Nucleare Oggi: Rischi, Benefici e l’Analisi Costi-Opportunità del 2026