Scambio sul Posto: quando conviene?

scambio sul posto

Tra le domande tipiche rivolte ai consulenti fotovoltaici di ABContact ce ne sono tantissime che riguardano le batterie di accumulo: oltre a quelle sulle tipologie, la potenza, e la manutenzione, moltissime riguardano invece la convenienza di installare un sistema di accumulo, soprattutto a fronte di incentivi come lo Scambio sul posto. Che cosa sia lo Scambio sul Posto, come si calcoli, e le sue caratteristiche, l’abbiamo detto qui, quindi oggi vogliamo concentrarci sui vantaggi, e sugli svantaggi, del sistema.

Scambio sul posto: vantaggi e svantaggi

Il Sistema dello Scambio sul Posto, tutto sommato, è una valida alternativa allo spreco dell’energia prodotta in eccesso in assenza di un sistema di accumulo, che permette di ottimizzare la resa dell’impianto. Uno degli svantaggi, però, del sistema dello Scambio sul Posto è che non è immediato: si tratta di un contratto, e come tale va fatta richiesta presentando il Modello Unico al gestore di rete, un iter semplificato per impianti fotovoltaici da tetto fino a 20kW, o tramite richiesta standard di adesione allo Scambio sul Posto al GSE tramite il portale online entro 60 giorni dall’allaccio dell’impianto.

La terza via, molto più pratica, è affidarsi ad ABContact per l’acquisto del proprio impianto fotovoltaico, perché in questo caso sarà il vostro consulente individuale ad occuparsi di tutte le pratiche: non solo le richieste di finanziamento, se non volete pagare in un’unica soluzione, e di accesso a eventuali incentivi, ma anche la richiesta di permessi, e la stipula appunto del contratto per lo Scambio sul Posto. Dovete però tenere in considerazione che alcuni contributi escludono la possibilità di accedere allo Scambio sul Posto, come avviene per coloro che hanno usufruito del Superbonus 110%.

Quindi, se un tempo lo Scambio sul Posto era davvero una soluzione vantaggiosa, a oggi il prezzo cui il GSE acquista l’energia è sempre più basso, e i costi dell’energia si sono fatti sempre più alti. Nella valutazione del contributo, vi ricordiamo, si parte sempre dal valore minimo tra il prezzo dell’energia in bolletta e il prezzo “per zona e orari”. Il contributo non rimborsa inoltre quel 34% circa della bolletta che rappresenta le imposte, e rappresenta comunque un reddito su cui vanno pagate le tasse, certo senza la necessità per i piccoli impianti di aprire partita IVA poiché viene considerato tra gli “Altri redditi Irpef” di natura occasionale.

Dal 1 gennaio 2015, inoltre, gli impianti sopra i 3kW (quindi quelli che vanno oltre il fabbisogno energetico medio di una famiglia) devono corrispondere al GSE una tariffa proporzionale alla potenza dell’impianto, così da coprire gli oneri di gestione anche in presenza dello Scambio sul Posto.

Insomma, lo Scambio sul Posto è sicuramente un’ottima alternativa allo spreco dell’energia prodotta, ma senza dubbio l’autoconsumo, quindi l’investimento in sistemi di accumulo per stoccare l’energia in eccesso e utilizzarla in un secondo momento, è senza dubbio molto più indicato per la maggior parte degli utenti. Tanto più se si considera che, con la fine del 2024, è prevista la conclusione dell’incentivo, pur con alcuni meccanismi iniziali di tutela degli investimenti già in essere, e l’introduzione di nuove forme di incentivi all’autoconsumo istantaneo anche in condivisione dell’energia, ad esempio con l’autoconsumo collettivo e le comunità energetiche rinnovabili.

Se vuoi ricevere maggiori informazioni, quindi, o una consulenza per capire se è un sistema che può fare o meno al caso tuo, contatta ABContact: avrai al tuo servizio un consulente fotovoltaico in grado di rispondere a tutte le tue domande, e di consigliarti le soluzioni e i prodotti più in linea con le tue esigenze.

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